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SUMMARY:CineBakunin 11 novembre "L'ora del lupo" di I. Bergman 1968
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DESCRIPTION:CINEBAKUNIN\nMercoledì 11 novembre ore 19:00 proietteremo "L'or
	a del lupo" di I.Bergman 1968\n\nLa notizia della scomparsa di Max Von Syd
	ow ci ha addolorato davvero tanto\, ma\nnonostante ciò\, possiamo dire che
	 adesso il cinema di Ingmar Bergman si è\ncristallizzato per una seconda v
	olta\, diventando ancora più immortale rispetto\nal passato. Sono ben quat
	tordici le pellicole in cui Von Sydow è stato diretto\ndal Maestro svedese
	 e tra queste\, oggi vogliamo ricordarne anche una considerata\nminore\, “
	L’Ora Del Lupo”.\nL’ora del lupo (Vargtimmen\, 1968) di Ingmar Bergman è u
	n'opera magnetica e\ncoraggiosa\, un viaggio ipnotico nel lato più oscuro 
	dell'essere umano e del\nprocesso creativo.\nBergman abbandona parzialment
	e i suoi consueti territori drammatici per sfiorare\ni codici del cinema h
	orror e gotico\, ma lo fa con la grazia e la profondità di\nun grande auto
	re esistenziale. Il titolo stesso evoca quel fragile e spettrale\nlasso di
	 tempo tra la notte fonda e l'alba – storicamente considerato il momento\n
	in cui avvengono più morti\, nascite e in cui i demoni interiori si fanno 
	più\nvivi.\nAl centro del racconto c’è Johan Borg (un sublime Max von Sydo
	w)\, pittore\ntormentato\, e sua moglie Alma (Liv Ullmann)\, tesa tra l'am
	ore e l'impotenza di\nfronte alla crisi del compagno. Il film fonde con ma
	estria autobiografia e\nfinzione\, aprendosi fin da subito con la voce del
	 regista e della troupe che\npreparano il set\, quasi a ricordarci che sti
	amo assistendo alla messa in scena\ndi un fantasma personale.\nLa forza de
	ll'opera risiede nella sua atmosfera livida\, esaltata da un bianco e\nner
	o tagliente che gioca con luci e ombre in modo perturbante. Il confine tra
	\nrealtà\, memoria e allucinazione si sgretola lentamente\, trascinando lo
	\nspettatore in un crescendo d'angoscia visiva (rimasta celebre\, tra le a
	ltre\, la\nsequenza grottesca e raggelante della vecchia).\nNon è solo un 
	esercizio di stile\, ma la radiografia spietata di cosa significhi\nfarsi 
	divorare dalla propria arte. Un capolavoro silente\, viscerale e\nindiment
	icabile\, da riscoprire nella sua bruciante modernità.\nLa regia è spavent
	osa\, come nella scena della cena al castello\, dove la macchina\nda presa
	 volteggia tra i vari personaggi come un corvo nero portatore di oscuri\np
	resagi\, mentre la fotografia si assesta su livelli eccelsi\, sottolineand
	o a\ndovere la grottesca ambiguità di alcune sequenze (una delle quali fu 
	censurata\nin Italia\, ovvero quella della vecchia che si sfila la pelle c
	avandosi poi gli\nocchi dal volto). “L’Ora Del Lupo” si rivela dunque un p
	rodotto altamente\nperturbante\, intriso di sottili rimandi al cinema horr
	or (un genere che Bergman\napprezzava non poco) e di un livido erotismo ri
	cco di deformate pulsioni\ninteriori.\n\n\nPORTA E CONDIVI CIO' CHE VUOI M
	ANGIARE/BERE.\n\nDopo la proiezione si potrà dibattere\, bere\, fare\, man
	giare\, cantare\, suonare...\n\nAppuntamento mercoledì 11 novembre ore 19 
	(ora solare di Garbatella)\,in Via\nVettor Fausto 3\, Garbatella (entrare 
	dal portone e scendere le scale).\n\nGruppo Anarchico Bakunin\, F.A.I. Rom
	a e Lazio.\n\ngruppobakunin@federazioneanarchica.org [gruppobakunin@federa
	zioneanarchica.org]
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	19:00 proietteremo "L'ora del lupo" di I.Bergman 1968 <br><br>La notizia d
	ella scomparsa di Max Von Sydow ci ha addolorato davvero tanto, ma nonosta
	nte ciò, possiamo dire che adesso il cinema di Ingmar Bergman si è cristal
	lizzato per una seconda volta, diventando ancora più immortale rispetto al
	 passato. Sono ben quattordici le pellicole in cui Von Sydow è stato diret
	to dal Maestro svedese e tra queste, oggi vogliamo ricordarne anche una co
	nsiderata minore, “L’Ora Del Lupo”. <br>L’ora del lupo (Vargtimmen, 1968) 
	di Ingmar Bergman è un'opera magnetica e coraggiosa, un viaggio ipnotico n
	el lato più oscuro dell'essere umano e del processo creativo. <br>Bergman 
	abbandona parzialmente i suoi consueti territori drammatici per sfiorare i
	 codici del cinema horror e gotico, ma lo fa con la grazia e la profondità
	 di un grande autore esistenziale. Il titolo stesso evoca quel fragile e s
	pettrale lasso di tempo tra la notte fonda e l'alba – storicamente conside
	rato il momento in cui avvengono più morti, nascite e in cui i demoni inte
	riori si fanno più vivi. <br>Al centro del racconto c’è Johan Borg (un sub
	lime Max von Sydow), pittore tormentato, e sua moglie Alma (Liv Ullmann), 
	tesa tra l'amore e l'impotenza di fronte alla crisi del compagno. Il film 
	fonde con maestria autobiografia e finzione, aprendosi fin da subito con l
	a voce del regista e della troupe che preparano il set, quasi a ricordarci
	 che stiamo assistendo alla messa in scena di un fantasma personale. <br>L
	a forza dell'opera risiede nella sua atmosfera livida, esaltata da un bian
	co e nero tagliente che gioca con luci e ombre in modo perturbante. Il con
	fine tra realtà, memoria e allucinazione si sgretola lentamente, trascinan
	do lo spettatore in un crescendo d'angoscia visiva (rimasta celebre, tra l
	e altre, la sequenza grottesca e raggelante della vecchia). <br>Non è solo
	 un esercizio di stile, ma la radiografia spietata di cosa significhi fars
	i divorare dalla propria arte. Un capolavoro silente, viscerale e indiment
	icabile, da riscoprire nella sua bruciante modernità. <br>La regia è spave
	ntosa, come nella scena della cena al castello, dove la macchina da presa 
	volteggia tra i vari personaggi come un corvo nero portatore di oscuri pre
	sagi, mentre la fotografia si assesta su livelli eccelsi, sottolineando a 
	dovere la grottesca ambiguità di alcune sequenze (una delle quali fu censu
	rata in Italia, ovvero quella della vecchia che si sfila la pelle cavandos
	i poi gli occhi dal volto). “L’Ora Del Lupo” si rivela dunque un prodotto 
	altamente perturbante, intriso di sottili rimandi al cinema horror (un gen
	ere che Bergman apprezzava non poco) e di un livido erotismo ricco di defo
	rmate pulsioni interiori. <br><br><br>PORTA E CONDIVI CIO' CHE VUOI MANGIA
	RE/BERE. <br><br>Dopo la proiezione si potrà dibattere, bere, fare, mangia
	re, cantare, suonare... <br><br>Appuntamento mercoledì 11 novembre ore 19 
	(ora solare di Garbatella),in Via Vettor Fausto 3, Garbatella (entrare dal
	 portone e scendere le scale). <br><br>Gruppo Anarchico Bakunin, F.A.I. Ro
	ma e Lazio. <br><br><a href="mailto:gruppobakunin@federazioneanarchica.org
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